Iperammortamento 2026 e Piano Transizione 5.0: Guida a incentivi e novità GSE
Dal 12 giugno 2026, il panorama degli incentivi per l'industria italiana cambia volto con l'apertura della piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per il Piano Transizione 5.0.

La dotazione di circa 9,8 miliardi di euro sostiene gli investimenti in beni strumentali 4.0 e impianti a fonti rinnovabili effettuati fino al 30 settembre 2028. Tuttavia, per le imprese è fondamentale comprendere che lo strumento principale è tornato a essere l'iperammortamento, segnando un netto distacco dai precedenti crediti d'imposta.
Differenza tra Credito d’Imposta e Nuovo Iperammortamento
A differenza del credito d'imposta, che garantiva una compensazione immediata in F24, il nuovo iperammortamento agisce come una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante. Il beneficio si traduce in una maggiore deduzione (IRES o IRPEF) spalmata lungo l'intero periodo di ammortamento del bene. Questo cambio di paradigma richiede una pianificazione finanziaria attenta, poiché l'effetto sulla cassa aziendale è differito e progressivo.
Aliquote e scaglioni del Piano Transizione 5.0
L'agevolazione opera su base annuale con percentuali decrescenti al crescere dell'investimento:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.
Un esempio concreto: su un macchinario 4.0 da 100.000 euro, la base deducibile sale a 280.000 euro, generando un risparmio IRES complessivo di 43.200 euro (pari al 43,2% del costo) distribuito negli anni. È importante notare che la maggiorazione "verde" potenziata al 220%, inizialmente discussa, non è presente nel testo definitivo della norma.
Beni agevolabili e requisiti tecnici
Il perimetro del iperammortamento include:
- Beni materiali e immateriali 4.0 interconnessi ai sistemi aziendali.
- Impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile (incluso il fotovoltaico con moduli ad alta efficienza) destinata all'autoconsumo.
La clausola "made in EU", che limitava inizialmente gli acquisti, è stata soppressa dal D.L. 38/2026, rendendo agevolabili anche i beni prodotti fuori dall'Unione Europea (con l'eccezione parziale dei moduli fotovoltaici).
La procedura GSE: 5 comunicazioni obbligatorie
L'accesso al beneficio non è automatico e richiede un impegno documentale rigoroso che accompagna l'impresa per tutta la durata dell'ammortamento:
- Comunicazione preventiva per prenotare le risorse (dal 12 giugno 2026).
- Comunicazione di conferma entro 60 giorni, attestando il pagamento di un acconto del 20%.
- Comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028.
- Monitoraggio annuale (entro il 20 gennaio).
- Comunicazione integrativa con il piano di ammortamento (entro il 30 giugno).
Coordinamento con ZES Unica e Concordato Preventivo Biennale
Il nuovo iperammortamento è cumulabile con altre misure come la Nuova Sabatini o il credito d'imposta ZES Unica (fondamentale per le aree di Taranto e del Mezzogiorno), purché non si superi il costo sostenuto e non vi sia cumulo con i crediti Transizione 4.0/5.0 sui medesimi beni. Inoltre, la normativa chiarisce che la maggiorazione non rileva ai fini del Concordato Preventivo Biennale, evitando che l'adesione al fisco preventivo annulli i vantaggi dell'investimento.
Consulenza specialistica a Taranto e Modena Iperammortamento e Piano Transizione 5.0
Affrontare il Piano Transizione 5.0 con i vecchi schemi mentali del credito d'imposta può portare a errori di valutazione fatali per la cassa aziendale.
Nasole Consulting, con sedi a Taranto e Modena, supporta gli imprenditori nella verifica di ammissibilità, nella gestione delle comunicazioni al GSE e nell'integrazione dell'iperammortamento in una pianificazione fiscale solida e coerente.
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