Vai al contenuto principale

Studio Commercialisti Modena e Taranto  Richiedi una consulenza

Commercialisti Modena e Taranto  App.mento

Fiscalità

Flat tax 2027 per Partita IVA: novità, soglie del regime forfettario e vincoli UE

Il Ministro dell'Economia apre all'innalzamento della soglia del regime forfettario da 85.000 a 100.000 euro nella manovra 2027. Ma tra la dichiarazione politica e la norma ci sono la Direttiva IVA europea, le coperture e un calendario stretto. Ecco cosa è realistico attendersi e, soprattutto, cosa non conviene fare in attesa.

Flat tax 2027 per Partita IVA
Indice dei contenuti
Regime forfettario senza rischi
Regime forfettario senza rischi

L'ipotesi di un innalzamento del tetto della flat tax da 85.000 a 100.000 euro per le partite IVA in regime forfettario ha riacceso il dibattito sulla flat tax 2027. L'apertura dell'8 settembre 2026 del Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha generato grande interesse, ma ha anche richiamato l'attenzione sull'esistenza di precisi vincoli giuridici europei con cui l'Italia deve negoziare.

Per chi lavora in proprio, comprendere la differenza tra annunci politici e norme vigenti è fondamentale per pianificare correttamente il proprio futuro fiscale senza commettere errori di calcolo.

Contattaci per una consulenza personalizzata

 


 

Flat tax 2027 e regime forfettario: quali sono le regole e le soglie attuali?

Per valutare la permanenza nel regime forfettario in vista del 2027, occorre fare riferimento alla normativa in vigore, che distingue due diverse soglie di ricavi e compensi calcolati secondo il rigoroso criterio di cassa:

  • Soglia di permanenza ordinaria (85.000 euro): si valuta sui ricavi o compensi incassati nell'anno precedente. Chi supera gli 85.000 euro nel 2026, pur rimanendo nel forfettario per tutto l'anno in corso, è tenuto a uscire dal regime a partire dal 1° gennaio 2027 (come chiarito dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 32/E del 5 dicembre 2023).
  • Soglia di fuoriuscita immediata (100.000 euro): se i compensi incassati superano i 100.000 euro nel corso dello stesso anno, il regime cessa immediatamente con l'applicazione dell'IVA a partire dall'operazione che determina il superamento.

A questi parametri si affianca il limite per i redditi da lavoro dipendente e assimilati percepiti nell'anno precedente. Per il 2026, la soglia è stata fissata a 35.000 euro dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025). Tuttavia, in vista del 2027, salvo un nuovo intervento in manovra, questo limite tornerà a 30.000 euro (fermo restando che la verifica non opera se il rapporto di lavoro è cessato nei termini stabiliti).

I vincoli europei sull'innalzamento della flat tax a 100.000 euro

L'ostacolo principale all'estensione della flat tax a 100.000 euro risiede nel diritto dell'Unione Europea.

La Direttiva IVA e il tetto nazionale

L'art. 284 della Direttiva IVA, riscritto dalla Direttiva (UE) 2020/285 e recepito dall'Italia con il D.Lgs. 180/2024, fissa a 85.000 euro il valore massimo della soglia nazionale ordinaria di franchigia IVA a partire dal 1° gennaio 2025. La soglia dei 100.000 euro è prevista dall'UE unicamente per il regime transfrontaliero o come margine di tolleranza nell'anno del superamento (art. 288-bis). Pertanto, un innalzamento stabile richiede la modifica della Direttiva con il voto favorevole all'unanimità di tutti i 27 Paesi membri.

L'ipotesi del regime ibrido

In sede di discussione della manovra di bilancio, un'alternativa ipotizzabile potrebbe essere l'introduzione di un "regime ibrido": imposta sostitutiva al 15% tra 85.000 e 100.000 euro, accompagnata dall'applicazione dell'IVA ordinaria sui compensi che superano la soglia di franchigia.

 


 

Convenienza economica: confronto tra forfettario e regime ordinario

Per comprendere il valore effettivo della flat tax, è utile analizzare un esempio numerico semplificato su una partita iva individuale:

  • Profilo simulato: Professionista con codice ATECO a coefficiente di redditività 78%, 95.000 euro di compensi incassati, 15.000 euro di contributi previdenziali versati e 10.000 euro di costi effettivi.
  • In Regime Forfettario (ipotizzando la soglia a 100.000 euro): reddito forfettario di 74.100 euro (95.000 × 78%), da cui dedurre 15.000 euro di contributi, pari a una base imponibile di 59.100 euro. L'imposta sostitutiva del 15% risulta pari a 8.865 euro (senza addizionali o IRAP).
  • In Regime Ordinario IRPEF: reddito imponibile effettivo di 70.000 euro (95.000 − 10.000 − 15.000). Applicando gli scaglioni IRPEF e le addizionali locali, le imposte dirette ammontano a circa 23.500–24.000 euro.

La differenza sulle sole imposte dirette è nell'ordine di 15.000 euro all'anno. Tuttavia, chi presenta costi di struttura rilevanti, dipendenti, investimenti in programma o l'esigenza di separare il patrimonio personale da quello dell'attività dovrebbe valutare anche il passaggio a una S.r.l..

Guarda un esempio di calcolo concreto nel nostro post su Linkedin ↗

Contattaci per una consulenza personalizzata

 


 

Consulenza strategica a Modena e Taranto con Nasole Consulting

La pianificazione fiscale di una partita iva non deve basarsi su annunci politici o aspettative di manovra, ma sulla normativa vigente e su simulazioni personalizzate degli incassi.

I professionisti di Nasole Consulting, dalle sedi di Taranto e Modena, affiancano imprenditori e professionisti nella verifica annuale della convenienza del regime forfettario, nella gestione del criterio di cassa e nell'eventuale passaggio al regime ordinario o societario.

Contattaci oggi per eseguire una simulazione numerica e mettere in sicurezza la tua partita IVA.

Hai bisogno di un supporto professionale su questo tema?

Affidati al team di commercialisti e revisori contabili di Nasole Consulting srl.

Studio commercialisti Modena e Taranto Nasole Consulting
Studio commercialisti Modena e Taranto Nasole Consulting

Assicuriamo un approccio concreto, flessibile e orientato ai risultati.